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Le emozioni

Nel Centro Ricerca Linguaggio e Comportamento abbiamo ” adottato” dal linguaggio dell’autopoiesi ( autoproduzione) la caratterizzazione dell’emozione come ” la disponibilità ad essere in un certo modo nella relazione con l’altro e con sè stesso. Essere nella “rabbia” vuol dire, sia dalla descrizione de la fisiologia della “rabbia” che dalla descrizione psicologica, essere un “essere” diverso da come si è quando siamo disponibili ad essere nella gioia . Sono modi di essere diversi caratterizzati da certe produzioni ormonali , atteggiamenti corporei, posizioni delle spalle, tipi di respirazione, micro espressioni faciali tra tantissime altre informazioni relative all’andamento della relazione con il proprio mondo.

Le emozioni (emovere), corrispondono a risposte cognitive intense, legate alle interazioni sociali o stati interiori che modificano i tratti psico-fisiologici, viscerali ed espressivi degli individui. Al tempo stesso sono processi determinati biologicamente, dipendenti dai dispositivi neuronali costituitisi lungo la storia e la biografia personale che modificano i tratti dell’organismo stesso.

Differenti dal temperamento, stato d’animo, umore e dai sentimenti, le emozioni sono generate da eventi circoscritti, come risposte a informazioni ambientali. Pur avendo una durata limitata nel tempo, possono avere conseguenze di lungo termine.

In psicologia, il termine emozione viene usato per descrivere le reazioni individuali a diversi livelli, come quello percettivo e cognitivo (pensieri o giudizi) oppure quello del comportamento osservato (gesto di stizza o cortesia). Più in generale, le emozioni vengono raggruppate nelle categorie dell’attrazione o della repulsione. La felicità, per esempio, spinge verso qualcuno mentre la paura è un tipico comportamento di repulsione.

In Occidente, emozione è qualcosa che mette la mente in movimento verso un’azione che può essere positiva, negativa o neutra. In Oriente, invece, si chiama emozione qualcosa che condiziona la mente, facendole adottare un certo punto di vista o visione delle cose. Oriente e Occidente concordano anche sul fatto che i nostri pensieri sono privati, mentre le emozioni, per loro natura, sono necessariamente “pubbliche”. Difficile mascherare la rabbia, la gioia o il dolore.

Decisioni e Emozioni non sono separate perchè i processi neurofisiologici sono gli stessi. La decisione è sempre positiva, negativa o indifferente, come l’emozione. L’universalità delle emozioni, riconoscibili dalla stessa fisiologia in qualsiasi regione del Pianeta, conduce alla convinzione che ogni progresso umano, sociale, economico o ambientale sia legato alla vita emozionale delle persone, senza distinzione di ruolo sociale o economico ricoperto nelle diverse società e gruppi sociali.

Le emozioni possono essere distinte in relazione agli effetti positivi oppure negativi per la salute e la vita relazionale. Le emozioni positive includono la calma, la serenità, l’ottimismo, la fiducia (sensazione di poter affrontare le situazioni), l’amicizia (come legame sociale), la felicità, la compassione, la benevolenza, la gioia. Le emozioni negative includono l’odio, l’attaccamento, il desiderio, l’ignoranza (incapacità di capire le convinzioni che alterano la realtà), l’orgoglio, la gelosia, la rabbia, l’invidia.

Le scoperte scientifiche spiegano che mentre gli impulsi emotivi hanno origine nelle regioni più profonde del cervello (sistema limbico), il modo di esprimere le emozioni è regolato dalle regioni situate nella corteccia prefrontale. Il lato destro della corteccia prefrontale è la sede di regolazione di sentimenti negativi come la paura, avversione e fuga, mentre la corteccia prefrontale sinistra regola sentimenti positivi, come la felicità o l’ottimismo.

Gli stessi atteggiamenti di attrazione e repulsione, sopra ricordati, sono collegati all’emisfero sinistro (attrazione) e all’emisfero destro (repulsione) e alle emozioni fondamentali che respingono (rabbia, rifiuto, paura) o attraggono (felicità, ottimismo, gioia). Il riconoscimento e la regolazione della risposta emozionale dipende quindi dalla connessione neurologica e dal dialogo tra corteccia frontale e sistema limbico (amigdala).

Le scoperte riguardano anche i due elementi della risposta emozionale. Il primo è la sensazione fisica di cui una persona è consapevole, il secondo elemento riguarda la risposta psicologica della corteccia prefrontale.

L’emozione ha una natura multidimensionale legata all’interazione sociale. I due elementi (sensazione e risposta) si articolano nell’esperienza corporea legata alla sensazione, diversa per ogni persona, producendo l’atto cognitivo che elabora l’esperienza individuale, la conseguente reazione espressiva e le relazioni che legano queste componenti.

L’insistenza sullo stato emozionale delle persone e della stessa collettività è motivato dallo stretto legame esistente con i comportamenti umani e le decisioni. Così come il sistema immunitario è inseparabile dal sistema nervoso, così le decisioni sono inseparabili dalle emozioni: dalle semplici decisioni quotidiane alle decisioni relative ai conflitti internazionali o alle relazioni economiche e finanziarie.

In conclusione, focalizzare l’interesse sullo studio e la pragmatica della sostenibilità emozionale significa cambiare paradigma dello sviluppo umano e concentrare le energie sulla formazione delle emozioni sostenibili nei sistemi educativi, nel mondo del lavoro, nei sistemi di cura e nelle politiche pubbliche in generale.

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