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Prendersi cura

Le competenze emozionali

Per un accordo di consapevolezza

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All’interno di questo contesto emozionale, si ricerca un “accordo di consapevolezza”, inteso come il grado di congruenza, di armonia fra competenze emozionali richieste dalla rete relazionale e quelle necessarie a garantire la sostenibilità emozionale, ottenendo il conseguente sviluppo della comunità. In questa luce sono interpretati gli aspetti problematici e le anomalie comunitarie, concepite come correlati di situazioni sociali complesse, critiche in progressiva e talvolta conflittuale evoluzione. Le crisi delle vite individuali che si trasferiscono alla vita comunitaria grazie alla interdipendenza strutturale delineata da Durkheim (E. Durkheim, 1895) non vengono colorate delle tinte pessimistiche della psicologia clinica, bensi  accolte come “transizioni”, alternative fra rischi e opportunità, occasioni di cambiamento e di evoluzione. La funzione della competenza emozionale consiste non nel “riparare” le conseguenze delle crisi, ma anticiparle e affrontarle sviluppando risorse mentali che ne favoriscano la regolazione e il presidio.

L’obiettivo della Comunità che si prende cura di se stessa è il miglioramento della qualità della vita comunitaria. La qualità della vita è qui intesa in due direzioni. Nella prima, come obiettivo di azione trasformativa, come ricerca attiva delle situazioni equilibrate e sostenibili della comunità, come consapevolezza individuale della relazione con se stessi e come relazione con gli altri. Nella seconda, come valutazione permanente delle condizioni di vita esistenti nella comunità, come osservazione continua delle condizioni di sostenibilità per lo sviluppo comunitario.

La qualità della vita comunitaria dipende quindi dalla competenza emozionale dei membri della comunità e da quelle delle persone che amministrano la comunità osservandone quotidianamente le condizioni di sostenibilità emozionale. La competenza emozionale, oltre a essere il risultato di un continuo apprendimento della consapevolezza delle relazioni tra se e se e tra se e gli altri, è anche il risultato degli investimenti educativi verso la Mindfulness nelle scuole, negli ambienti lavorativi e nei sistemi di cura. La competenza emozionale di comunità unisce l’impegno privato individuale con l’impegno delle istituzioni pubbliche a generare scelte e opportunità verso la sostenibilità emozionale. La competenza emozionale favorisce sia il senso di comunità, inteso come la percezione di similarità e la riconosciuta interdipendenza con gli altri membri della comunità (S.B. Sarason, 1974), sia il sostegno sociale inteso come supporto emotivo e informativo finalizzato all’empowerment (J. Rappaport, 13,1980).

La competenza emozionale irrobustisce i caratteri di una comunità auto sostenibile perché agisce sulle componenti comuni della comunità (emozioni), sviluppa i processi empatici potenziando le dinamiche di retroazione nei sistemi relazionali e allinea lungo la stessa finalità le prospettive di sviluppo di comunità. Queste tre dimensioni (universalità emozionale, retroazione empatica e e finalità), sono messe in luce da Watzlawick (P. Watzlawick, 1967)il quale evidenzia l’interdipendenza fra i membri di una comunità (qualunque cambiamento in un individuo causa un cambiamento negli altri), la retroazione fra i comportamenti e le relazioni di comunità (interpersonal feedback) e la finalità di perseguire il comune obiettivo della sostenibilità, quando è stata appresa la consapevolezza del bene comune.

La competenza emozionale guida la comunità verso la cura di se stessa attraverso la gestione della conflittualità e dello stress. Il termine stress è in stretta relazione con quello di crisi che, dal greco (krinein), indica un’occasione per scegliere, una svolta collegata ad un cambiamento. La competenza emozionale, secondo Caplan (G. Caplan, 1964) consente di affrontare lo squilibrio emozionale conseguente alla crisi che genera la caduta della capacità di risolvere i problemi. La competenza emozionale è, al tempo stesso, strumento efficace per affrontare lo stress definito da Selye (H. Selye, 1956) una reazione non specifica quando si deve affrontare una novità. Poichè la “reazione non specifica” riflette uno stato di attivazione del sistema nervoso e del sistema endocrino in presenza di situazioni critiche, la competenza emozionale facilita la lucidità mentale e la calma che conducono alla decisioni appropriate ed efficaci. La competenza emozionale, grazie alle sue molteplici funzioni di ausilio e supporto alla sostenibilità emozionale costituisce l’asse portante della comunità che si prende cura di se stessa.

La competenza emozionale sviluppa una connessione emozionale condivisa. La connessione emozionale sottolinea il legame di interdipendenza che sussiste tra i membri della comunità. Essere membro di una comunità che si prende cura di se stessa significa essere parte di una rete significativa di rapporti che costituiscono la trama delle relazioni sociali comunitarie.
La connessione emozionale evidenzia il contatto empatico, la relazione, “l’essere con”. Sentirsi emozionalmente integrati significa essere capaci di riconoscere e provare i sentimenti dell’altro. Maggiore è la connessione emozionale, maggiore è la potenzialità della sostenibilità emozionale della comunità. I fattori che concorrono a determinare la connessione emozionale riguardano la frequenza delle interazioni, la presenza di emozioni positive nelle relazioni vissute che ne rafforza la coesione, la condivisione degli eventi significativi dentro e fuori la comunità.