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Our Common Future

Our Common Emotions, per lo sviluppo sostenibile dell’umanità

Questo documento ricapitola i concetti e le aree tematiche che hanno ispirato Our Common Emotions.
Presenta l’idea, i suoi antecedenti e introduce i tratti salienti della Sostenibilità Emozionale per avviare un cammino di ricerca transdisciplinare attraverso il coinvolgimento di istituzioni pubbliche e private, attori sociali, le comunità locali e i cittadini.

L’idea

    Our Common Future, è un’agenda per il futuro che la World Commission on Environment and Development presentò, nel 1987, all’Assemblea delle Nazioni Unite per raggiungere nell’anno 2000 uno sviluppo sostenibile. Our Common Future rappresenta il risultato di un’analisi sulla sostenibilità ambientale e umana iniziata nel 1972 con la Conferenza UN per promuovere i diritti di vivere in un ambiente sano e produttivo senza diseguaglianze (1972 UN Conference on the Human Environment).

    Il concetto di sviluppo sostenibile, in Our Common Future, fu definito come lo sviluppo che soddisfa i bisogni della popolazione attuale senza compromettere l’abilità delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni.

    L’idea di Our Common Emotions nasce dal riconoscimento scientifico dell’universalità delle emozioni. Paul Ekman ha infatti scoperto che in tutte le culture le emozioni vengono comunicate con le stesse espressioni facciali.

    Our Common Emotions prosegue così lo studio della sostenibilità introdotto da Our Common Future spostando l’attenzione dalla relazione tra bisogni materiali e generazioni alla relazione tra emozioni e sostenibilità umana.

    La risposta alle crescenti minacce alla sostenibilità è ricercata nelle emozioni che sono elementi fondamentali allo sviluppo di rapporti umani equilibrati e armoniosi, che a loro volta costituiscono la base della sostenibilità umana.

    Se i rapporti umani centrati sulla dimensione economica e finanziaria non sono riusciti a migliorare le prospettive di sviluppo dell’umanità, come illustrano le informazioni riportate sui risultati della crescita economica, allora conviene capire cosa determina la sostenibilità emozionale quale precondizione ai rapporti umani.

    L’accento sulla sostenibilità emozionale è crescente. Jeremy Rifkin, nel volume “The age of empathy (2010)” mette in luce il bisogno di diventare umani, superando così la dissociazione tra emozioni e decisioni. Nel World Economic Forum del 2014, è stata sottolineata la priorità, negli ambienti economici, di decisioni ispirate alla salute e al benessere. La sostenibilità è anche il tema ribadito con forza in ogni Rapporto delle Agenzie delle Nazioni Unite (UNDP, Human Development Report, ILO World of work report, FAO report).

    Come la mente non può essere separata dal corpo, così le emozioni non possono essere separate dalle decisioni. Our Common Future aveva chiarito la necessità di integrare lo sviluppo umano con quello economico e quello ambientale.

    Our Common Emotions intende approfondire la relazione tra emozioni e decisioni quale fondamento della prosperità comune e del miglioramento della consapevolezza collettiva in un’epoca di grande cambiamento per l’umanità.

    Vi è la forte convinzione che la dimensione emozionale, pur senza sostituirsi a quella razionale, possa integrare il processo decisionale necessario allo sviluppo sostenibile. Diventa cruciale associare l’analisi razionale dei fatti con la consapevolezza emozionale sulle responsabilità collettive e riconoscere le emozioni quale fattore costitutivo delle decisioni sul presente e sul futuro dell’umanità.

    La parola “consapevolezza” non è limitata al contesto neurologico e intesa come consapevolezza di se, ma estesa al suo significato etimologico in quanto “cum sapere” definito come conoscenza e coscienza di quello che sta accadendo nella nostra mente e nel mondo esterno, caratterizzato dalle relazioni tra il se e gli altri.

    Riconoscere e regolare le proprie emozioni rappresentano un imperativo per lo sviluppo sostenibile nelle sue prospettive umane (salute), sociali (economia e istituzioni) e globali (inquinamento, cambiamenti climatici, biodiversità). Nutrire il pianeta presuppone il nutrimento delle emozioni sostenibili. L’energia per la vita implica l’energia emozionale che da forma alle relazioni umane.

    Our Common Emotions nasce dall’esigenza di valorizzare l’azione umana verso sé stessi e la propria introspezione integrando la tendenza scientifica di osservare il mondo esterno “altro da sé”. Nelle parole di Goldstein, la sostenibilità emozionale è la capacità di comprendere la relazione con sé stessi e con gli altri nutrendo la consapevolezza delle proprie emozioni, la conoscenza di se nel momento presente. E’ la capacità di conoscere e comprendere le relazioni tra mente, cervello e corpo tra se e il mondo esterno, gli altri, il cibo, la natura. E’ la competenza emozionale di cogliere i confini di queste relazioni.

    L’educazione alla consapevolezza di sé e dei modi d’operare del proprio cervello e della mente deve essere considerato un diritto sociale. E’ attraverso l’esercizio di questo diritto che la società prende cura di sé stessa e di ogni suo partecipante che nella società aspira a realizzare la propria felicità.