Nunquam non paratus

La complessità del mondo odierno  e lo stress che affligge l’intera  comunità umana necessita di soluzioni che comprendano risorse e processi emozionali sostenibili.  Mentre ci adoperiamo per risolvere le crisi che si succedono ogni volta con più frequenza,  nuove difficoltà sorgono ed emergono nuovi problemi che ci portano a domandarci: “Ma io come mi preparo per tutto questo? Come facciamo ad essere preparati come gruppo o comunità?”.
Tutti i processi decisionali sono influenzati dalle emozioni e tutte le emozioni sono correlate ai processi di pensiero.
Siamo convinti che il percorso umano nella sua evoluzione e preservazione come specie non possa prescindere dalla sostenibilità emozionale intesa come capacità di sorreggere, nutrire e prendersi cura consapevolmente dell’esperienza emozionale  nella relazione con se stessi  e  con gli altri.

Sostenibilità per noi significa anche nutrimento dello spirito.

La Sostenibilità Emozionale si genera attraverso lo sviluppo delle nostre abilità emozionali individuali e sociali; queste emergono dalla pratica ed esercizio individuale al fine di incrementare la capacità di adattamento, equilibrio e crescita.
La Sostenibilità Emozionale necessita anche di un sistema di relazioni sociali che promuova la sensibilità all’ ambiente e all’integrazione nella comunità. Nella pratica questo sistema di relazioni sociali vede la sua evoluzione e consolidamento nell’esperienza della “communità che si prende cura di sè stessa” attravverso gli “accordi di conspevolezza” che i diversi attori sociali stipulano attraverso  conversazioni atte ad organizzare la gestione dello stress.

Il Diritto allla Sostenibilità Emozionale è il diritto che riconosce la libertà interiore, la serenità emozionale come mattoni fondamentali nella costruzione dell essere umano quale individuo  sociale. Da una prospettiva ecologica sappiamo che la sostenibilità è lo strumento “naturale”  dei sistemi biologici per auto-regolarsi  in modo autonomo .
La consapevolezza che ci porta a “scegliere” lo stato di coscienza nel quale costruiamo e viviamo l’esperienza è chissà la più alta forma di democrazia a cui aspirare. Vivere in una dimensione di sostenibilità emozionale significa avere la gestione della paura e del “giudicare”.
Questo è valido per gli individui, le comunità e i lider che da questa emergono.